Il pensiero delle volontarie

Il pensiero delle nostre volontarie

Oggi, vogliamo condividere con voi un pensiero di una nostra volontaria, scritto durante un servizio che Un Cuore Un Mondo mette a disposizione per tutti i minori non accompagnati. Il servizio prevede un’assistenza continua al bambino, resa possibile mediante una turnazione delle volontarie fino a coprire 24 ore al giorno.

<<Il volontariato, per me, è un “se” che diventa “sì” . I “se” ti bloccano facendoti credere di essere giusti motivi per non fare.  Ma se il cuore e la coscienza spingono perché quei “se” si trasformino in “sì”  allora, quando dal profondo tu lo pronunci, ti senti libero: sì ci sono, sì ho tempo, sì ne ho le capacità, sì quello che potrò fare io, pur nel mio piccolo, non lo farà nessun altro, sì posso rendere il mondo, ma anche la città, la mia famiglia, posti migliori.  Non é presunzione, perché il volontariato per sua natura non può fondarsi su sentimenti meschini: il volontariato nasce dal sentire l’altro un me, ci accomuna l’umanità e nell’umanità non c’è diversità. Il volontariato, per sua natura intrinseca, si basa sulla gratuità: è un “sì” libero della volontà di ciascuno, è un impegno che non ha retribuzione quindi gratuito, libero da orari, giorni e ferie, ne puoi fare quanto vuoi, lo puoi fare quando vuoi.  I significati veri del volontariato sono volontà e libertà.  In questo momento particolare sono i due sostantivi che forse sono stati messi più in discussione: “avrei voluto ma..” È cosi la nostra libertà si è persa un po’ per strada. Ci siano chiusi in casa nel dovuto e giusto rispetto delle normative per tutelare noi stessi e gli altri. Ma personalmente ho avvertito che mi stavo chiudendo più profondamente: quel “sì” detto tanti anni fa in situazioni e in momenti diversi,  stava diventando di nuovo un “se”. Ho sentito che la mia volontà e la mia libertà venivano sempre più minacciate,  ma soprattutto che era sempre più difficile mantenerle vigili. Ma.. per fortuna è arrivata la proposta dell’ Associazione: un h24. Non nego che i “se” si sono fatti sentire alzando la voce,  ma quel “sì” detto una volta tanti anni fa, con il suo rumore silenzioso, si è aperto un varco sicuro: mi sono ripresa la volontà e la mia libertà. Per me è stata un po’ una rinascita. Aver fatto il tampone, stare in quella camera, parlare e condividere una parte di giornata con un’altra mamma, darle consigli e da lei imparare la positività e l’entusiasmo, accudire quella bimba non tua, ma un po’ tua perché hai scelto di essere volontaria dell’Associazione, sperimentare la dedizione di medici, infermieri, addetti ai servizi, di genitori lontani da casa e dai loro altri figli in questo momento così difficile, ha dato senso a questa quarantena. Tutti dipendiamo gli uni dagli altri e nessuno si salva da solo; aver rispettato le normative mi ha permesso di poter dire di sì, mi ha permesso di essere disponibile per aiutare l’altro. Non importa se abbiamo dato o no la disponibilità, in questo momento così difficile tutti i motivi sono validi e condivisibili, l’importante è che quella richiesta abbia mantenuto e risvegliato il “sì” che abbiamo già detto impedendogli di ridiventare un “se”. Perché una cosa è certa: “sì” ci sarà un dopo, “sì” ci sarà ancora bisogno di noi, “sì” ci sarà ancora bisogno di tutti i volontari, “sì” ci sarà ancora l’ Associazione e “sì” ci saranno nuovi incontri e nuovi abbracci. Manteniamo vivo il nostro “sì”, questo è il mio augurio per ognuno di noi. “Sì” a presto. Lucia.>>